Ci sono dei momenti in un viaggio che consideri magici. E poi ci sono delle vacanze in cui le sorprese si dispiegano davanti ai tuoi occhi dietro ogni curva, anfratto e paesaggio.

Era da tantissimo tempo che mi balenava l’idea di un tour in treno con Ciccino e Papino, soprattutto perché entrambi sono grandi appassionati dei mezzi di trasporto su binari. Dopo la nostra prima esperienza di gita con il treno eravamo sicuri che anche la seconda volta sarebbe andata benissimo, e di fatti così è stato.

La scelta è ricaduta sul Trenino Rosso del Bernina, uno dei tour su treno più affascinante di tutta Europa. L’occasione è stata il compleanno di Papino, che ha ricevuto il tour in regalo e che, ovviamente, includeva anche mammina e Ciccino.

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Trenino Rosso Bernina

Complice il regalo di compleanno e quindi il budget non totalmente risicato, abbiamo optato per l’organizzazione del viaggio con i seguenti step:

  • partenza da casa all’alba direzione Tirano
  • arrivo a Tirano, ritiro biglietti e partenza con il trenino rosso (regionale, non panoramico)
  • soste a: Alp Gruem, Ospizio Bernina, Bernina Diavolezza, Pontresina, St. Moritz
  • cena e pernottamento a St. Moritz
  • Rientro a Tirano con trenino rosso panoramico

Prima di proseguire con la lettura date un’occhiata al riassunto della nostra gita guardando il nostro video!

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Panorama dal Trenino rosso del Bernina

Trenino del Bernina con bambini: le nostre emozioni

Scalare le Alpi svizzere con il famoso Trenino rosso del Bernina è un’esperienza che ci ha sorpresi più di quanto sperassi alla vigilia. Fin dalla partenza a Tirano, paesino di frontiera fra Italia e Svizzera, abbiamo intuito che mi sarei innamorata di un luogo così diverso rispetto al mio mare calabrese. Le vette che solleticavano il cielo e che spesso sparivano dietro un cumulo di nuvole, i ghiacciai perenni, le vallate che si alternavano agli strapiombi selvaggi hanno trasformato un viaggio in treno in un’esperienza con pochi eguali. Non è un caso che il Bernina sia entrato nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Vedere la gioia e la meraviglia negli occhi di Ciccino, attaccato con mani, bocca e orecchie al finestrino per ore e ore, alternato ai capelli al vento dei finestrini spalancati, ha dato alla nostra piccola vacanza quella spruzzata di magico. Il tutto condito con la solita puntualità, cortesia e organizzazione elvetica.

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In partenza con il Trenino del Bernina

Inizio subito da un consiglio.

Il Bernina, il tratto alpino che da Tirano porta a St. Moritz, si può affrontare con il cosiddetto “Regio“, il regionale, o con il Trenino Rosso. Nonostante quest’ultimo sia molto più pubblicizzato, io vi consiglio di intraprendere il viaggio con il regionale, perché effettua tutte le fermate intermedie, da cui partire per le escursioni, e perché permette di affacciarsi alle finestre, respirando l’aria e la magia di montagne maestose.

Munitevi di cartina, dunque. E qualche giorno prima studiate il percorso, perché dietro a ogni piccola stazione potete scoprire sentieri, stradine, percorsi che vi possono portare a laghi placidi, a cascate impetuose, a ghiacciai che vi attrarranno con la loro secolare immutabilità. Se siete amanti del trekking, potete avventurarvi fra i percorsi e farvi trovare all’appuntamento con un nuovo regionale alla stazione successiva. Se, come noi, salite sul Trenino del Bernina con bambini, nessun problema. Vi incanteranno anche le piccole passeggiate attorno alle fermate ferroviarie, immersi, come sarete, nel silenzio di una natura incontaminata e con la sensazione che possiate quasi toccare il cielo con un dito.

Nella sua lenta ascesa del treno fino ai 3.000 metri di Ospizio Bernina, non raggiungibile con nessun altro mezzo, vedrete il paesaggio cambiare attorno a voi, dal verde dei pascoli delle vallate al grigio delle pietraie fino al bianco dei ghiacci e delle nuvole.

Trenino del Bernina con bambini: le nostre soste

La nostra prima fermata è stata a Alp Gruem. Scegliamo questa come prima fermata perché notiamo che in cima alla piccola passeggiata che sovrasta la stazione si trova un carinissimo rifugio che diventa il nostro obiettivo. Da qui è possibile partire per percorsi trekking più impegnativi, ma volendo passeggiare con un bambino di quattro anni senza troppi strapazzi optiamo appunto per una passeggiata fino all’Hotel Belvedere, a 2091 metri, meta popolata da appassionati di mountain bike. Da qui il panorama è impagabile e ci prendiamo tutti e tre un momento per riconciliarci con il mondo, godendoci questa zona senza auto in quanto priva di strade, solo ferrovia e sentieri.

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Stazione di Alp Gruem

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Panorama da Alp Gruem

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Panorama dal Trenino Rosso del Bernina

Ripartiti dopo circa un’oretta con il trenino regionale successivo decidiamo che la prossima sosta sarà Ospizio Bernina (che per i più volenterosi è possibile raggiungere direttamente a piedi da Alp Gruem attraverso un sentiero segnalato). Questa è la tappa più alta di tutto il tragitto, arrivando fino a 2253 metri sul livello del mare (!!!!) e qui davvero l’emozione provata è indescrivibile. Sedetevi su una roccia e fermatevi ad ammirare la nostra Madre Terra, che qui ha dato il meglio di sé creando il meraviglioso Lago Bianco, una diga ad alta quota che riposa ai piedi del ghiacciaio Piz Cambrena da cui riceve acqua pura e chiara che gli dona un colore unico, da contrapporre al Lago Nero di origine naturale da qui poco distante.

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Trenino Rosso del Bernina – Fermata a Ospizio Bernina

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Trenino Rosso del Bernina – Fermata a Ospizio Bernina

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Ospizio Bernina – Lago bianco e ghiacciaio Piz Cambrena

Tempo di risalita, questa volta ci concediamo una piccola tappa, da Ospizio Bernina a Diavolezza, con il trenino giallo, la versione panoramica del trenino rosso. Bernina Diavolezza ci ispira perché in mezzo ad una distesa di territorio incontaminato svetta una stazione della funivia che porta alle cime più alte, dove di inverno si cimentano in numeri da favola sciatori e amanti dello snowboarding. Noi ne approfittiamo per una passeggiata rigenerante e per correre e saltare in piena libertà.

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Trenino Rosso del Bernina – Fermata a Diavolezza

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Diavolezza

La discesa fino a St. Moritz vi permetterà di effettuare una sosta a Pontresina, per un po’ di shopping e per una cioccolata calda. Si tratta infatti di una cittadina ai piedi della montagna ma con servizi turistici come ristoranti, negozi e caffè. Qui solitamente gli sciatori e gli amanti di trekking fanno base per poi partire per le cime delle montagne vicine, mentre i turisti soggiornano qui per riuscire a raggiungere in pochi minuti la famosa e blasonata St. Moritz, meta finale del nostro tour.

A St. Moritz abbiamo soggiornato in un hotel nella zona del lago, che era quella a cui volevamo dedicare la maggior parte della visita durante la mattinata successiva, presso l’Hotel Stille, molto carino e che ci ha riservato un comodissimo appartamento. Dopo una cena rigenerante presso il ristorante Sonne e una notte di sonno profondo, decidiamo di trascorrere tutta la mattina alla scoperta di St. Moritz. Sicuramente la sona del lago con il parco circostante è quella che consideriamo più bella, soprattutto grazie alla giornata di sole che siamo fortunati di trovare.

La precisione, pulizia, impeccabilità elvetica è pienamente dimostrata in quest’area, dove non c’è neanche un filo d’erba fuori posto e il rispetto della natura la fa da padrone. Il centro di St. Moritz per noi è un po’ deludente, soprattutto perchè non siamo una famiglia che ama lo sfarzo o il lusso, che invece fanno da padrone in questa zona.

Poco male, è comunque ora di tornare a casa. Questa volta con il Treno Rosso Panoramico che, come dicevo all’inizio, è sicuramente più sponsorizzato (oltre che più caro) ma meno affascinante, visto che non fa fermate ma soprattutto non permette di aprire i finestrini, ponendo quindi una barriera fra le persone e la natura.

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Ciccino a Saint Moritz

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Saint Moritz

Ci siamo innamorati di questa gita e sono sicura che non è finita qui! Abbiamo tanta voglia di scoprire gli altri paesaggi di questo meraviglioso tour e, perchè no, magari assaggiarne il fascino durante l’inverno quando avviene il cambio d’abito delle montagne, che dalle sfumature di verde e marrone si tingono completamente di bianco.

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Libertà a Saint Moritz

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