No, non è l’ultimo cinepanettone dei fratelli Vanzina.

Natale in Sudafrica è un sogno che si è realizzato. Il nostro viaggio di Natale.

Il Sudafrica faceva parte dei miei travel dreams da molto tempo e quando ho iniziato a scandagliare le possibilità per un viaggio fra Natale e Capodanno ero indecisa fra varie mete (soprattutto con alte temperature). Perché ha vinto il Sudafrica? Per vari motivi. Nell’ordine:

  • meta da sogno da sempre;
  • Natale in estate, esperienza da provare!;
  • luogo ideale per bambini;
  • niente fuso orario (solo due ore rispetto all’Italia), quindi perfetto per i più piccoli (e anche i grandi) che non faranno fatica con la differenza degli orari.

All’inizio l’unico dubbio era rappresentato dalle numerose ore di volo (circa 18 scalo incluso) ma ho confidato nell’amore di Ciccino per i viaggi in aereo e per la sua passione smisurata per tutto ciò che vola. E devo dire che non mi ha fatto pentire di questa scelta neppure per un minuto.

Natale in Sudafrica - Ciccino & Nelson Mandela

Natale in Sudafrica – Ciccino & Nelson Mandela

Avrei un miliardo di cose da scrivere sul Sudafrica e sono sicura che nelle prossime settimane metterò in ordine le idee e riuscirò anche a scrivere degli articoli su come ho organizzato il viaggio, sui luoghi visitati, su posti dove dormire e mangiare. Ma ora no, non ho voglia di razionalizzare, ho voglia di tirare fuori tutte le emozioni che il Sudafrica è riuscito a regalarmi.

Ho imparato che gli infiniti cieli stellati africani riescono ad entrare con prepotenza negli occhi e nel cuore senza più lasciarli. Nel buio intenso e imperscrutabile della notte si fanno strada migliaia e migliaia di stelle così luminose da riuscire ad accecarti, così numerose che sembra quasi si accavallino l’una sull’altra, sgomitando per farsi ammirare attirando l’attenzione del fortunato osservatore.

Natale in Sudafrica

Natale in Sudafrica

Ho imparato che non c’è bisogno di spendere centinaia di euro per partecipare a Safari organizzati. Basta andare in giro per le strade fuori dai centri abitati per incontrare svariati tipi di animali che si lasciano osservare durante la loro quotidianità. Non riesci a distrarti, stai attaccato con il naso al finestrino della macchina con gli occhi spalancati perché sai per certo che da un punto all’altro possano sbucare dal nulla decine di scimmie che giocano felici, struzzi che scorrazzano da un terreno all’altro, centinaia di uccelli di razze mai viste e poi bufali, mucche, pecore, cavalli tutti nel loro ambiente naturale. Niente gabbie, niente recinti. Solo vita normale che esplode sotto i tuoi occhi strabuzzati.

Natale-in-Sudafrica

Natale in Sudafrica – Addo Elephant Park

Ho imparato che nonostante l’aparthaid sia finito da decenni, c’è ancora un netto e visibile divario fra ricchi e poveri, fra bianchi e neri e nessuno fa nulla per nasconderlo. In pochi metri si passa dall’ammirare enormi ville super blindate a township senza fine, baraccopoli circondate da spazzatura con minuscole casette fatte di lamiera (ma tutte con l’antenna parabolica sul tetto!). Ai lati delle strade ci sono decine di persone che chiedono l’autostop, alcuni con 100/200 Rand in mano (6/12 euro), altri a mani vuote.

Ho anche imparato, però, che tutti sorridono. Che il sorriso accomuna tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri. Che per strada incontri furgoncini aperti con anche 10 persone sul retro sotto il sole cocente, con un solo cappellino a cercare di proteggersi dai 45 gradi dell’estate sudafricana. Eppure nessuno nega il proprio sorriso al prossimo.

Natale-in-Sudafrica

Natale in Sudafrica – Nobel Square, Cape Town

Ho imparato che i sudafricani hanno un orgoglio capace di commuovere. Un orgoglio reso così grande e profondo dalla storia che li ha segnati negli scorsi decenni e che, con fatica e tanto lavoro, stanno cercando di superare.

Ho imparato che nelle strade non ci sono rotonde, forse qualcuna messa lì per caso. Ho imparato che a volte agli incroci non ci sono neanche i semafori, ma ben 4 stop. E ho imparato che con educazione e la gentilezza ci sono sempre tre macchine che fanno passare la quarta, senza regole. Cosa che Italia non sarebbe possibile neanche con le migliori intenzioni.

Ho imparato che i sudafricani camminano a piedi. Ma non le nostre passeggiate sul lungomare, parlo di persone che si mettono in cammino per decine di chilometri, nel mezzo del nulla sconfinato, anche in autostrada. E ho capito perché a volte in Italia ci capita di trovare persone in cammino sulle tangenziali o strade statali. Perché ci sono luoghi nel mondo dove questo è possibile e, soprattutto, normale.

Sudafrica

Natale in Sudafrica – Boulders Beach

Ho imparato che il supermercato più comune e frequentato è il Pick n Pay, dove si trovano tantissimi prodotti da tutto il mondo, tanti dei quali italiani. E ho scoperto che in Sudafrica vendono alcuni tipi di pasta Barilla che in Italia non avevo mai visto.

Ho imparato che nei locali pubblici, soprattutto ristoranti, ci sono decine e decine di camerieri! Un sovraffollamento di personale! Poi ho capito che è la legge che lo richiede, e ogni azienda deve stabilire una percentuale di dipendenti, suddivisa per razza e genere. Ancora un accenno di discriminazione, ancora un paradosso dell’aparthaid.

Ho imparato che i sudafricani non sono contenti del loro governo, e manifestano. Gli studenti bianchi protestano, ad esempio, perchè le leggi post-aparthaid prevedono che in pratica solo i neri possano avere accesso alle borse di studio. Ancora un paradosso.

Il Sudafrica mi ha insegnato tante cose, ed è impossibile riuscire a mettere nero su bianco le emozioni, soprattutto quelle più profonde. Ho lasciato un grosso pezzo del mio cuore, e sto già organizzando il momento in cui tornerò a riprendermelo. O forse a lasciarne ancora uno?

Natale-in-Sudafrica

Natale in Sudafrica – Camps Bay Beach, Cape Town

 

© 2019 Valigia e Passeggino