Il fascino maggiore della Scozia è sicuramente caratterizzato dalla sua storia, dalla sua natura e dalla poesia dei suoi paesaggi. Il motivo principale per cui abbiamo scelto di trascorrerci una settimana con un itinerario on the road è stato dettato dalla necessità di allontanarci dal caos della città in cui viviamo tutto l’anno, dalla voglia di stare un po’ da soli in uno dei posti naturali più belli del mondo.

Quando mi sono trovata ad organizzare tutta la parte pratica, la prima scelta è stata relativa ai posti dove soggiornare. Ho escluso fin da subito gli appartamenti e gli hotel per lo stesso motivo: avevamo voglia di entrare in contatto con la storia e con la cultura locale, conoscendo e chiacchierando con persone che in Scozia ci sono nate e ci vivono.

Abbiamo quindi optato per dei bed and breakfast tipici (a parte l’ostello in cui ci siamo appoggiati ad Edimburgo, che è stato necessario solo per dormire con la fretta di ripartire verso le Highlands) per poterci totalmente immergere nell’atmosfera scozzese di un tempo.

Un luogo magico, una meravigliosa villa georgiana che offre un salto nel tempo e un tuffo di testa nel lifestyle scozzese. Angela e George formano una bellissima coppia e con dolcezza ti accolgono nel loro magico mondo fatto di antichi profumi, sorrisi che scaldano il cuore e sguardi che ti abbracciano facendoti sentire a casa.

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Messaggio di benvenuto – Glebe End, Nairn, Scozia

La nostra camera con vista sull’oceano era arredata con molto gusto e attenzione dei particolari. Svegliarsi poi al mattino con il profumo di bacon, il crepitio delle uova che si strapazzavano in padella e le voci allegre degli altri ospiti aiutava a iniziare la giornata nel migliore dei modi. Nella sala colazione ti accolgono Angela e George in grembiule e con il loro miglior sorriso, ti invitano ad accomodarti nel grande tavolo presente in sala dove puoi permetterti di chiacchierare con gli altri ospiti. Abbiamo avuto la fortuna di condividere le nostre mattinate con una coppia del sud dell’Inghilterra ma originaria delle Highlands che ci ha dato molti consigli e trasmesso l’amore per questa terra. Ciccino ha subito dimostrato il suo colpo di fulmine nei confronti di George che lo ha coccolato per tutta la durata del nostro soggiorno. Assolutamente adorabile! Non fatevi ingannare dal sito internet, un po’ old style e con pochi contenuti. Contattate direttamente i proprietari e ne rimarrete sicuramente colpiti.

Glebe-End-Nairn-Collage

Glebe End b&b – Nairn – Scozia

Come già detto, Nairn è il punto di partenza perfetto per visitare la zona di Loch Ness. Il posto in cui abbiamo mangiato benissimo, seguendo il consiglio di Angela e George, si chiama Bandstand Bar&Restaurant, dove abbiamo gustato dell’ottimo pesce e degustato whiskey come se non ci fosse un domani 🙂

Il centro più grande sull’Isola di Skye è Portree che, con i suoi ben 939 abitanti, può essere definita  la “città” di Skye.

E’ decisamente anche il luogo più turistico di tutta l’isola, pieno di ristorantini che propongono pesce freschissimo e menu da leccarsi i baffi. La difficoltà è proprio caratterizzata dal riuscire a trovare posto in uno dei ristoranti, di certo i più famosi, sulla via del porto. La ricerca, però, si può estendere e, come nel nostro caso, è possibile trovare dei ristoranti molto buoni anche se non proprio in riva al mare. Vi consiglio, quindi, The Granary e The Marmalade.

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Woodlands b&b – Portree – Isle of Skye, Scozia

Anche il bed & breakfast che ci ha ospitato si trova a Portree e viene gestito da Joan Ann e la sua famiglia. Si chiama Woodlands B&B e vi assicuro che la vista che regala ogni mattina è impagabile. Dalla finestra della nostra camera gli unici timidissimi raggi di sole si specchiavano nell’oceano e il tentativo di smarcare le nere nuvole regalava un effetto luce meraviglioso. Joan Ann è gentilissima, un’abile cuoca e grande consigliera. Sua figlia mi ha raccontato dei suoi viaggi e di come si vive in questo remoto angolo di Scozia e sono davvero felice di averle incontrate. Anche qui, ovviamente, per Cicci sono state tante coccole e sorrisi.

Prima di rientrare ad Edimburgo, avevamo voglia di visitare anche Fort William, anche per spezzare il viaggio che altrimenti sarebbe stato troppo lungo. La ricerca di un b&b da queste parti, però, è stata un po’ difficile, avendola fatta pochi giorni prima della partenza. Era tutto già pieno e non volevo arrendermi ad un triste ed anonimo hotel 🙂

Dopo aver contattato e ricevuto risposte negative da vari b&b della zona, sono stata contattata da John, il gestore del Bratach Bhan, che mi offriva la disponibilità di una camera. Un po’ dubbiosa – su internet c’era poca traccia di questa struttura e il posto sembrava davvero in mezzo al nulla- decido comunque di accettare la sua offerta e prenoto. E non potevo fare scelta migliore! A parte la camera che affacciava praticamente sul lago (vi lascio immaginare che dormitona ci siam fatti nel silenzio assoluto!), la vera caratteristica di questo posto è proprio John. La sua casa parla per lui: quadri fatti da lui sparsi in tutte le camere, una tela ancora incompiuta nella sala principale, librerie piene zeppe di manueli di tutti i tipi e, soprattutto, centinaia di guide e libri di viaggio.

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Bratach Bhan, Ballaculish, Scozia

La colazione viene servita in una sala molto bella e noi abbiamo avuto la fortuna di condividerla con una coppia francese con una bimba più grande di Ciccino. Mentre i piccoli facevano conoscenza e gustavano uova e bacon, noi abbiamo avuto modo di raccontare i rispettivi viaggi e desideri per il futuro. Ricorderò davvero con gioia la giornata passata qui.

I tre b&b che ho descritto possono sicuramente definiti family friendly. Sono stati tutti molto attenti al lettino per Cicci in camera, qualcuno al seggiolino per la colazione, il cibo è stato selezionato per lui ma soprattutto, e sinceramente cosa che ritengo più importante, lo hanno accolto tutti con un grande sorriso e gioia, come dovrebbe essere quando si riceve la visita di un piccolo viaggiatore.

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