Visitare Berlino per la prima volta, avendo solo tre giorni e un bimbo piccolo non lascia molto spazio alla ricerca di posti alternativi, soprattutto se già di tipicamente “turistico” offre così tanto. La prima visita impone, almeno secondo il mio punto di vista, di vedere e vivere i posti che, seppur famosi e, quindi, turistici, meritano di essere conosciuti.

Nonostante ciò, con sveglie molto presto e grandi camminate, siamo riusciti a ritagliarci qualche ora per goderci un itinerario alternativo e un po’ diverso dal solito durante l’ultima giornata del nostro soggiorno.

Questo post è forse il primo vero post degno di un blog di viaggi, con itinerario, luoghi visitati, mezzi di trasporto e relative foto.

Decidiamo di visitare la “nuova Berlino“, cioè tutti luoghi ricostruiti dopo la caduta del muro ed edificati con uno stile super moderno. Percorrendo questo itinerario, a volte si rimane estasiati di fronte alla voglia di rinnovamento che i Berlinesi hanno dimostrato, senza piangersi addosso, ma altre volte ti rendi conto che forse la frenesia della ricostruzione ha fatto superare il limite dall’altro punto di vista.

In ogni caso, la spettacolarità di alcuni nuovi edifici lascia a bocca aperta, e a volte anche un po’ l’amaro in bocca, perché ci si rende conto che è stato il cadere nel fondo più basso a spingere questa città a riemergere e raggiungere l’apice più alto. Ed è forse anche questo che caratterizza molto del suo fascino.

Decidiamo quindi di arrivare alla nuova stazione di Friedrichstrasse, nel quartiere Mitte, e iniziare il nostro giro con un piccolo tratto in treno. Questa stazione si trova nell’omonima via e, come ogni angolo di questa città, ha un suo stretto ricordo legato al periodo della Guerra Fredda e alla divisione non solo di una città, di un Paese ma del mondo intero. Infatti rappresentava l’ultima fermata prima del confine tra Germania est e Germania Ovest. Sul binario della ferrovia a lunga percorrenza (binario 1–2) un’installazione fotografica mostra 4 tappe della movimentata storia della stazione, con immagini che ricordano sia la costruzione che la caduta del muro.

Prendendo la linea scoperta della S-Bahn (linea ferroviaria) per una paio di fermate fino a Hauptbahnof abbiamo la possibilità di godere dal finestrino di immagini come i nuovi uffici del Bundestag le cui facciate in vetro si specchiano nella Sprea, la Cancelleria e, con lo sguardo un po’ più lontano, i nuovi grattacieli di Potsdamer Platz. Naso appiccicato al vetro per mamma, papino e soprattutto ciccino che, dall’alto dei suoi nove mesi di vita, ha già quel luccichìo nello sguardo che distingui solo nei viaggiatori.

Scendiamo alla nuova stazione ferroviaria – Hauptbahnof -, inaugurata nel 2006 in pompa magna da Angela Merkel, e, anche grazie all’innata e morbosa passione di Papino per i treni e le stazioni, la giriamo in lungo e largo. I materiali predominanti sono il vetro e l’acciaio, che si alternano creando un gioco di luce e prospettico davvero affascinante in entrambi i livelli su cui si sviluppa la struttura.

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Ma è solo uscendo fuori e vedendola nella sua totalità che colpisce per la sua moderna bellezza. L’ultimo sguardo lo diamo solo dopo aver attraversato uno dei due ponti che partono dalla piazza antistante la stazione fino all’altra sponda del fiume Sprea. Io non sono un’amante delle stazioni, ma devo ammettere che questa mi colpisce molto.

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Continuiamo il nostro itinerario alternativo con la visita dei palazzi moderni del governo, ma i dettagli nel prossimo post!

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